Tokyo - Si espande il viaggio del progetto Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini. Per la prima volta dall'inizio del suo percorso espositivo, la mostra approda in Oriente. L'11 settembre inaugurerà la prima tappa extraeuropea presso l'Istituto italiano di cultura di Tokyo, organizzatore dell’evento insieme all'Ambasciata d'Italia a Tokyo. L'iniziativa, promossa dal Ministero degli Esteri in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina, propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità nel contesto contemporaneo, segnato da crisi ecologiche, fenomeni migratori, instabilità geopolitiche e profonde trasformazioni culturali. Concepito inizialmente come un percorso itinerante in tre tappe, il progetto si è progressivamente ampliato. Attraversando città, istituzioni diverse, Identità Oltre Confine ha costruito un racconto in continua evoluzione sul modo in cui le identità individuali e collettive si ridefiniscono nel tempo, all’interno di una geografia che da sempre mette in relazione culture, lingue e visioni differenti. A un anno dall'avvio del progetto, la tappa di Tokyo segna un momento particolarmente significativo del suo percorso: per la prima volta Identità Oltre Confine esce dai confini europei e approda in Oriente, aprendo un dialogo con una cultura che ha profondamente influenzato l'immaginario e la ricerca di numerosi artisti italiani presenti in mostra. Oltre alle opere previste in ogni tappa della mostra, anche quella di Tokyo si arricchisce di interventi pensati per il contesto ospitante. Le opere instaurano un dialogo con la cultura giapponese, facendo del percorso espositivo uno spazio aperto al confronto con il luogo che lo ospita e capace di generare nuove connessioni. Per questa occasione sono state selezionate delle opere di Elisa Montessori, in particolare dei leporelli che richiamano l'orihon, il tradizionale libro pieghevole giapponese. Affini alla sensibilità estetica giapponese per il tempo dilatato, il vuoto e la contemplazione della natura, i libri di Elisa Montessori si aprono come paesaggi da attraversare, invitando a una lettura che si dispiega lentamente nello spazio e nel tempo. Accanto a queste opere, Silvia Camporesi presenta una selezione della serie fotografica Atlas Italiae, dedicate ai paesaggi abbandonati e alla visione contemplativa del paesaggio tipica anche della cultura giapponese, dove memoria, silenzio e trasformazione rendono visibile la poesia del tempo che passa. La tappa di Tokyo ospita inoltre un importante intervento dedicato a Tomaso Binga. Sulla facciata dell'Istituto italiano di cultura saranno infatti installate una selezione di poesie visive dell'artista: La mente non ordina (1982), È la donna (1984), Vecchiaia (1984), Perché A = B (1990), Se il pulcino (2001) e Non basta più una conchiglia (2002), quattro delle quali inedite. Scelte per la loro essenzialità e per la loro vicinanza formale alla sintesi poetica dello haiku, le opere saranno accompagnate dalle registrazioni audio della voce dell'artista che le interpreta. Inoltre il 14 settembre alle 18, in occasione della mostra, la curatrice incontra il prof. Kanai Tadashi, docente della Shinshu University e grande esperto di arte contemporanea italiana. (9colonne)
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